Luca Barisonzi

Il mio percorso riabilitativo nell'Unità Spinale dell'Ospedale Niguarda di Milano è iniziato nel Febbraio 2011, dopo circa un mese di ricovero nel reparto di Rianimazione. Avevo già subìto due interventi chirurgici presso l'Ospedale di Ramstein in Germania: tutto questo come conseguenza del ferimento in un attentato mentre ero in missione in Afghanistan, che mi è valso la Croce d'argento al Valore dell'Esercito e la promozione a primo Maresciallo, ma anche la paralisi che ha cambiato la mia vita. Il mio ricovero nel reparto è durato circa 9 mesi, durante i quali sono stato seguito con professionalità e dedizione da medici, terapisti ed infermieri che si sono adoperati quotidianamente per il raggiungimento di quel grado di autonomia che mi avrebbe poi consentito di ritornare a casa e di ricominciare da lì la mia "nuova vita": continuando a "servire" in qualche altro modo il mio Paese. Durante il ricovero ho avuto modo di conoscere l'AUS e le molteplici attività sportive di cui è promotrice e parte attiva, in grado di coniugare con successo l'aspetto riabilitativo con quello socio-integrativo, anche attraverso iniziative ludico-sportive. Venuto a conoscenza della necessità che l'Unità Spinale aveva, un'apparecchiatura, altamente tecnologica, per la riabilitazione delle persone con lesione midollare, il Lokomat, pensando ai tanti ragazzi che avrebbero potuto usufruirne e alla notorietà della mia storia personale, ho sentito il desiderio di attivarmi in prima persona per promuovere la raccolta fondi che ha poi portato, con grande soddisfazione di tutto lo staff dell'Unità Spinale e di AUS al raggiungimento dell'obiettivo.

Così è iniziata la mia collaborazione con AUS, che anche dopo le dimissioni dall'Ospedale è continuata con regolarità, dal momento che sono diventato Consigliere del Direttivo. Ho collaborato anche ad un altro grandioso progetto, la realizzazione del Centro "Spazio Vita". Centro Polifunzionale, attiguo all'unità Spinale, dove trovano più spazio varie attività, che anch'io ho praticato durante la mia degenza, a beneficio di giovani, bambini con para tetraplegia e spina bifida anche dopo le loro dimissioni ospedaliere.

Con questa mia collaborazione, mi sento sempre più vicino e utile alle persone che come me convivono con una disabilità.