Allegra Magenta

Alla domanda:" Allegra ti va di scrivere una paginetta di testimonianza su ciò che ti lega all' AUS, parlando dei risultati che hai raggiunto nello sport?" posso solo rispondere "Certo, con piacere, non vedevo l'ora di ricevere una simile richiesta e poter ringraziare e parlar bene di questa Associazione per me importantissima. E' una soddisfazione ed un piacere!" 

Sì perché, ormai anni fa, l'AUS mi ha regalato il primo vero sorriso dopo il grave incidente che mi è capitato, con la possibilità di provare fin da subito vari sport grazie al prezioso aiuto di Carolina Gambirasio (responsabile area sportiva AUS) e Pietro Maiocchi (fisioterapista Unità Spinale). Ricordo che il primo approccio allo sport risale ai primissimi mesi: indossavo ancora lo scomodo e da tutti odiato bustino C35 e feci una prova con la cerbottana. Iniziai così a rifarmi un po' di fiato, sia pure per tirare a non più di 2 metri, e partendo da questo, piano piano ho iniziato a prendere coscienza del mio "nuovo" corpo e ho ripreso fiducia nelle mie potenzialità fisiche. I miglioramenti si sono visti nei successivi mesi: riuscivo a suonare una trombetta, seppure un po' stonata, col risultato di potenziare il fiato ed ammorbidire le cicatrici sul viso.

Con l'aiuto di Pietro sono passata quindi a provare il tiro con l'arco utilizzando la bocca per la trazione della corda, grazie ad un congegno all' altezza di Mac Gyver che mi permetteva di scoccare la freccia, ed in seguito il tiro con la carabina ad aria compressa. 
Appena si è cicatrizzata la ferita al mio braccio amputato, sono passata alla prova piscina, dove non è stato difficile convincere la mia super fisioterapista Giovanna Guerrieri ad interrompere le prove di galleggiamento per iniziare a "nuotare" fin da subito. A questo punto e' entrato in gioco il mio gemello che, partendo da un rollerblade e due pinnette di plastica, mi ha costruito una protesi acquatica che mi regala la massima libertà di movimento in acqua (grazie ancora, Amerigo!). Visto che le prova acquatica ha funzionato davvero bene, ci siamo preparati all' escursione in canoa all' Idroscalo, a quella in barca a vela a Dervio sul lago di Lecco, per finire con la prova sub seguendo le orme e le sfide del "fisicato" Francesco Mondini. Non poteva mancare il test col softball (il baseball femminile), per me lo sport più importante di tutti. Praticato fin da piccola, perciò conservato per sempre stretto nel mio cuore, e realizzato con l'aiuto di amiche softballiste, Carolina e compagni ricoverati: è stata pura emozione! Ho voluto lasciare in fondo i due sport che, più di tutti, mi stanno facendo stare bene, migliorare come persona e sognare: la scherma ed il tennis tavolo.
L' Accademia Scherma Groane è la società che ci permette di allenarci e gareggiare nella palestra dell'Unità Spinale dell' Ospedale Maggiore di Niguarda: siamo proprio una bella squadra unita, allegra ed anche forte, ottenendo vari titoli anche a livello nazionale.

Con grande felicità ho notato che l'impegno, la concentrazione e la soddisfazione necessari in uno sport, praticato in carrozzina o in piedi equivalgono, anzi mi sento di dire che lo sport fatto in carrozzina a fine allenamento e gara lascia più soddisfatti, probabilmente perché è stato molto più voluto e sudato.

Io sono brava ma più brave di me sono tutte le splendide persone che quotidianamente mi danno l'aiuto necessario e la possibilità di fare tutto questo, di provare così queste emozioni e soddisfazioni che vi ho raccontato.

Grazie davvero all'AUS.