Cari Amici di AUS Niguarda,
è arrivato il momento, adesso che la II manovra finanziaria è stata definitivamente approvata, di chiarirci un po' le idee di quale effetto produrranno i tagli sulle persone con disabilità. Cerchiamo, però, di vederla in un quadro generale, senza pensare che i disabili siano tutti uguali e con esigenze simili. In caso di lesione midollare ci sono differenze abissali e, per alcuni, la mancanza di assistenza significa maggiori rischi per la salute.
Prendiamo spunto dal comunicato stampa della FISH, alla quale aderiamo, per sottolineare che:
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a causa dei tagli agli enti locali, una persona su tre perderà i servizi sociali;
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a causa della riforma assistenziale un’altra persona su tre perderà l’indennità di accompagnamento;
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per effetto dei tagli sulle agevolazioni fiscali milioni di famiglie italiane, con a carico una persona disabile, si impoveriranno ulteriormente.
Da subito ci sono i tagli agli enti locali. Dal 2012 la riforma dell’assistenza e del fisco farà il resto, visto che le due manovre impongono un taglio di 40 miliardi in tre anni. Saranno colpite le pensioni di invalidità, le indennità di accompagnamento, le pensioni di reversibilità. Al contempo non esiste più il Fondo per la non autosufficienza e quello per le Politiche sociali è stato enormemente ridotto, a 69 milioni per il 2012 e a 44 per il 2013, salvo ulteriori riduzioni.
È diffusa la consapevolezza – non solo fra le associazioni – che la riforma assistenziale non è rivolta a migliorare e qualificare i servizi, ma solo ad applicare quanto stabilito nelle manovre (recuperare 40 miliardi). Pertanto gli spazi di confronto e discussione sono praticamente nulli.
“La FISH ha deliberato di non presentare emendamenti di merito sulla delega. – ha riportato Pietro Barbieri, Presidente della FISH, a margine del Direttivo – Le persone con disabilità e i loro familiari non sono i privilegiati, ma anzi hanno un enorme credito verso la società.”
Gli emendamenti alla riforma saranno quindi analoghi a quelli presentati per la manovra: no ai tagli ed anzi rilancio di un finanziamento adeguato e strutturale alle politiche sociali di cui il nostro Paese ha ancora maggiore necessità in un momento di crisi.