L’introduzione del nuovo Codice della Strada, con l’entrata in vigore della legge 120/2010 dello scorso 29 luglio, contiene importanti novità per le persone disabili. Una delle più importanti è quella che riguarda il contrassegno di invalidità: è stata superato il problema legislativo che ha causato molti disagi alle persone titolari del contrassegno invalidi. Molti Comuni, applicando in maniera impropria la legislazione, rilasciavano contrassegni anonimi che non venivano riconosciuti dalle forze di polizia e dai vigili di altri Comuni italiani e, ancora meno, delle città estere.
Ora viene reso possibile il recepimento di una Raccomandazione dell’Unione Europea che invita a rendere omogenei i contrassegni nella UE e il governo italiano potrà emanare una apposita circolare ministeriale per determinare la nuova forma fisica del Contrassegno disabili europeo, aggiungendo anche l’Italia agli oltre 15 paesi dell’Ue che hanno già adottato questo documento. In questo modo non ci saranno più problemi di riconoscimento del contrassegno invalidi in tutta Europa.
Resta però ancora aperto il tema degli accessi ai centri urbani (per le zone a traffico limitato), reso possibile dal contrassegno invalidi: sarebbe infatti necessario inserire nel contrassegno un sistema elettronico che permetta l’accesso in tutte le zone a traffico limitato italiane controllate da varchi elettronici, senza incorrere impropriamente in una multa con conseguente ricorso al prefetto o al giudice di pace.
Altra importante novità è il permesso di guida a ore per chi ha la patente sospesa, che viene a colmare una grave discriminazione verso le persone disabili. Infatti, in caso di ritiro della patente per infrazioni al Codice della strada, tra il conducente disabile e quello normodotato il primo era maggiormente penalizzato, perdendo con la possibilità di guidare una grandissima parte della propria autonomia di vita (in particolare considerando la grande presenza di barriere architettoniche nelle città e la scarsa accessibilità dei mezzi di trasporto pubblico).
Da accogliere con favore è anche la possibilità di pagare a rate le multe per i meno abbienti, che viene in soccorso a persone che molto spesso sono già gravate da altre spese importanti ed hanno nell’auto il mezzo più importante per la propria deambulazione.
Altro chiarimento importante del nuovo Codice è venuto per quel che riguarda la classificazione delle tipologie di veicoli. Il vecchio Codice non chiariva infatti se alcuni mezzi di locomozione (ad esempio gli scooter elettrici) fossero classificati come veicoli (e quindi dovessero circolare sulla sede stradale come qualsiasi altro mezzo) oppure come ausili per la deambulazione (e quindi andare sui marciapiedi e/o percorsi normalmente destinati al traffico pedonale). Ora la legge 120/2010 chiarisce questo punto, determinando che si tratta di ausili per la deambulazione.
Il nuovo Codice prevede poi che i Ministeri dei Trasporti e della Salute emanino delle linee guida per i componenti delle Commissioni Mediche Locali (in Italia sono circa 120) affinché nel formulare i loro giudizi sull’idoneità alla guida abbiano metodologie di valutazione il più possibile coerenti e lineari. Positivo anche il fatto che il Codice preveda che il 50% dei proventi derivanti dalle multe elevate dai Comuni per il superamento del limite di velocità debba essere impiegato dai Comuni per l’adeguato mantenimento delle strade e della segnaletica stradale (compresa quella verticale e orizzontale degli attraversamenti pedonali, dei posteggi invalidi, ecc.).
(tratto da Cateterismo Web Magazine, www.cateterismo.it)