È in funzione la prima Unità Spinale del Sud Italia: è quella dell’Azienda Ospedaliera Cannizzaro di Catania, inaugurata ufficialmente il 19 settembre scorso, alla presenza delle massime autorità della Provincia e della Regione Sicilia, di numerose associazioni di paraplegici e di realtà educative e assistenziali coinvolte nelle attività della nuova struttura, quali le associazioni Voglia di vivere, Life, Come Ginestre, Asms.
Il taglio del nastro è toccato al piccolo Thomas, bambino affetto da lesione midollare, uno dei tanti pazienti che finalmente potranno cessare i viaggi obbligati nelle strutture specializzate del Centro-Nord. Trasferte impegnative e dispendiose non solo per i pazienti, ma anche per le rispettive famiglie.
I locali, le dotazioni e le tecnologie dell’USU del Cannizzaro sono completi di palestra per la terapia occupazionale, palestre per la rieducazione motoria e la sport-terapia, stanze di degenza con monitoraggio computerizzato, appartamento predimissioni, e la piscina, utilissima per la rieducazione motoria, dove l’associazione Come Ginestre ha realizzato un’attività dimostrativa.
«L’Unità Spinale – ha detto il Dott. Poli, Direttore Generale dell'A.O. Cannizzaro – è una struttura che intende offrire assistenza, affetto, comprensione, a persone, in gran parte giovani, che a un certo punto della loro vita si troveranno seduti in carrozzina e sapranno che non si alzeranno più. In questa struttura si dà una speranza nuova a questi soggetti, perché si cerca di recuperare tutte le funzioni possibili in relazione alle condizioni della persona»..
Il dott. Poli ha poi spiegato come il Cannizzaro abbia attivato una collaborazione con l’Ospedale Niguarda di Milano, dove si trova una delle Unità Spinali più avanzate d’Italia e dove il personale del Cannizzaro è stato per due mesi, in diversi periodi, per la fase di formazione. In merito è intervenuta la dr.ssa Tiziana Redaelli, direttore dell’USU del Niguarda, presente all'inaugurazione: «Abbiamo strutturato la formazione in due momenti, una prima parte teorica in cui gli operatori sono stati osservatori e una parte pratica in cui gli operatori sono invece entrati nella quotidianità e hanno lavorato con noi. Con oggi il nostro rapporto però non è finito: nostra intenzione è mantenere nel tempo questa collaborazione», ha auspicato la Redaelli.
«Le Unità Spinali Unipolari - ha aggiunto la Dr.ssa Redaelli - sono la best practice, la migliore risposta, alla persona che subisce la lesione midollare: la letteratura ha dimostrato che con il ricovero in USU si riesce a contenere la durata del ricovero ma anche il numero delle complicanze e la mortalità dei pazienti. Il percorso comincia sin dalla fase post-traumatica e porta fin dentro all’Unità Spinale, la cui mission è proprio quella di farsi carico della persona mielolesa in regime di ricovero, ambulatoriale e di day hospital, attraverso un team multiprofessionale e multidisciplinare».