Nel 2008 sembrava quasi fatta: una rivoluzione per malati e disabili. Venivano ridefiniti, per tutti i cittadini, indipendentemente dalla Regione di residenza, i LEA, i Livelli Essenziali di Assistenza, dopo anni di attesa.
I LEA approvati ad aprile 2008 contenevano numerose novità rispetto al precedente elenco di prestazioni e servizi erogati dal SSN a tutti i cittadini, per un totale di oltre 5.700 tipologie di prestazioni e servizi per la prevenzione, la cura e la riabilitazione. Lo stesso decreto conteneva anche il nuovo "Nomenclatore Tariffario dei presidi, delle protesi e degli ausili" (attualmente fermo al 1999, malgrado l'evoluzione di presidi, protesi e ausili che in 11 anni vi è indubbiamente stata), insieme ai nuovi elenchi delle malattie croniche e delle malattie rare esentate dal pagamento del ticket. Nel dettaglio delle malattie rare, erano 109 quelle entrate nell'elenco.
Tuttavia la caduta del Governo in carica portò alla revoca del Decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri (DPCM) sui LEA, a causa della bocciatura della Corte dei Conti. I LEA vennero definiti "il libro dei sogni", come se un'assistenza sanitaria appropriata ad ogni cittadino italiano malato fosse solo una chimera.
Dopo promesse e rinvii si è arrivati alla manifestazione del 21 giugno scorso, in occasione della giornata mondiale per la lotta alla Sclerosi Laterale Amiotrofica che si celebra ogni anno , , in cui i malati di SLA hanno presidiato Piazza Monte Citorio: persone in carrozzina, persone allettate, persone tracheotomizzate. E qualcosa si è mosso.
Una delegazione di pazienti è stata ricevuta dal Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri Gianni Letta, che si è personalmente impegnato affinché l'approvazione dei LEA avvenga nel minor tempo possibile. Dopo due anni, uno spiraglio di luce.
A luglio è stato approvato un ordine del giorno del Parlamento che prevede che entro il 30 settembre venga emanato il DPCM sui LEA: non è finita qui, poiché dovrà poi essere valutato dalla conferenza Stato-Regioni affinché sia definitivamente approvato.
Nella speranza che eventuali cambi di scenari politici non blocchino il travagliato cammino dei LEA.