Carissimi Soci,
relativamente alla notizia "Nuova speranza per le lesioni spinali croniche", appresa dai media e da noi pubblicata nei giorni scorsi, in merito ai risultati di una ricerca condotta da un team tutto italiano guidato dal Prof. Vescovi e dal Dr. Fabrizio Gelain, abbiamo voluto - come associazione di pazienti con lesione al midollo spinale - chiedere un commento al Direttore dell'Unità Spinale di Niguarda, Dr.ssa Tiziana Redaelli.
Il commento lo trovate qui sotto, il link della notizia a cui si riferisce a destra sotto la scritta "Vedi anche".
Ringraziamo la Dottoressa e ci auspichiamo che la ricerca continui ad andare avanti, una ricerca seria, lontana da sensazionalismi e da false illusioni, per il futuro di tutti noi.
Per AUS Niguarda onlus
Il Presidente
Giovanna Oliva
Il giorno 21 Gennaio 2011, in una conferenza stampa a Roma, sono stati presentati i dati di una ricerca guidata dal Prof. Angelo Vescovi che fa riferimento ai risultati emersi nella applicazione di tecniche di nanotecnologia atte a favorire la rigenerazione delle fibre nervose spinali in caso di lesione midollare cronica.
Il lavoro originale a cui fa riferimento è stato pubblicato sulla rivista “ACS NANO” (vol.5, N1, pagg. 227-236) e si intitola “Transplantation of nanostructured composite scaffolds results in the regeneration of chronically injured spinal cords”.
Allo scopo di bypassare un problema insormontabile, ovvero quello della barriera alla rigenerazione assonale ed ai farmaci in genere in sede di lesione midollare cronica, gli Autori hanno messo a punto delle protesi neurali che vengono trapiantate nelle cavità residue alla lesione midollare.
A sei mesi di distanza dall’impianto, gli Autori hanno evidenziato in sede cistica la presenza di tessuto neoformato che comprendeva tessuto neurale e di sostegno (stromale). Questo si accompagnava ad un miglioramento anche dello score motorio (misurazione del movimento, N.d.R.) nell’animale da laboratorio trattato. Di fatto, scopo del lavoro è stato quello di ricreare un ambiente anatomico e strutturale adeguato a favorire una possibile ricrescita di tessuto “nobile”, là dove la lesione cronica midollare aveva creato un vero e proprio “buco” privo di significato funzionale.
Nelle conclusioni del lavoro gli Autori scrivono: “Noi proponiamo questo lavoro come uno studio prototipo grazie al quale si è potuto evidenziare la possibilità di indurre una rigenerazione spazialmente guidata nelle lesioni croniche del midollo spinale, utilizzando nano protesi tubulari”.
Non vi è dubbio che si tratta di un approccio assolutamente innovativo ed interessante.
Sicuramente è ancora molto prematuro parlare di applicazione di questa metodica nell’uomo: siamo ancora a livello di sperimentazione di laboratorio, dove vengono studiati i fenomeni su modelli animali (in questo caso si trattava di ratti). Del resto la complessità del controllo motorio nell’uomo (stazione eretta e cammino bipodale) rendono molto difficile il travaso dei risultati sperimentali in un ambito funzionale. Probabilmente saranno necessari anni prima che si possano identificare possibili applicazioni terapeutiche nell’uomo.
E’ comunque molto importante, credo, che la scienza negli ultimi tempi, si stia dedicando con impegno nell’ambito della lesione midollare; non dobbiamo quindi perdere la speranza, ma nel frattempo abbiamo il dovere di impegnarci perché le persone con para o tetraplegia abbiano a disposizione tutte le migliori cure, per assicurare una presa in carico globale che garantisca loro il miglior reinserimento nella vita di ogni giorno.
Questo non significa che ricerca e Unità Spinali debbano muoversi su binari diversificati: al contrario, credo che i risultati migliori si potranno raggiungere negli anni proprio grazie alla collaborazione stretta fra questi due mondi.