Legge 5 Febbraio 1992, n.104

Legge N. 104 “Legge quadro per l’assistenza, l’integrazione sociale e i diritti delle persone con disabilità” 

La legge n.104: “ Legge quadro per l’assistenza, l’integrazione sociale e i diritti delle persone con disabilità ”, più conosciuta come legge quadro sull’handicap, è stata varata il 5 febbraio 1992 e rappresenta un punto di svolta per la legislazione italiana.

Alla fine degli anno Ottanta a gran forza si attendeva una Legge-quadro per la disabilità, che da un lato, unificasse e coordinasse la complessità di norme in materia e dall’altro individuasse nuovi e specifici diritti per i soggetti interessati, indicandone i modi di concreta attuazione.
La Legge 104/92 deve essere letta come un elemento di rinnovata attenzione ai problemi delle persone disabili soprattutto a livello decentrato (Regioni, Comuni, Asl).
Questa normativa tuttavia rinvia necessariamente ad altri provvedimenti la disciplina di importanti iniziative quali la riforma dei servizi socio-assistenziali, la nuova disciplina del collocamento obbligatorio, le politiche per l'assistenza delle persone con disabilità gravi.
Come dato positivo di questa legge-quadro è sicuramente da sottolineare la trasformazione in norma giuridica di alcune disposizioni di carattere amministrativo e la creazioni di condizioni per l'uniformità della legislazione regionale e degli enti locali.
E' tuttavia necessario evidenziare il mancato riconoscimento di un vero diritto esigibile agli interventi previsti, il carattere di discrezionalità dei vari interventi, talvolta introduce elementi di ambiguità nell'applicazione di norme anche già consolidate.


La legge quadro si ispira a cinque principi fondamentali:
 

  • Sancire il diritto al raggiungimento della massima autonomia professioanale per tutte le persone con disabilità: superando l’equazione “persona disabile=soggetto da assistere”; sostenendo la vita in famiglia e, in via preliminare, il nucleo famigliare di origine del soggetto;

  • Sancire il diritto pieno e perfetto all’educazione e all’istruzione in ogni ordine e grado di scuola, compresa la secondaria di secondo grado, la formazione professionale e l’università, anche con il supporto di docenti di sostegno preparati a livello universitario.

  • Riconoscere la personale capacità lavorativa, attraverso il superamento del generico concetto di “invalidità” e l’introduzione di parametri per l’identificazione delle capacità lavorative;

  • Garantire il diritto alle cure sanitarie, attraverso l’individuazione di priorità di intervento nel contesto normale di vita, privilegiando la permanenza della persona in situazione di handicap nella sua famiglia e nella sua abitazione, anziché allontanarla con il pretesto di un recupero meramente funzionale;

  • Stipulare convenzioni interistituzionali, al fine di garantire la messa in campo di sicure e dettagliate risorse di personale e finanziarie, di concertare le modalità organizzative più funzionali, di consolidare buone prassi di lavoro collegiale interprofessionale, per migliorare la qualità dell’integrazione.


Indichiamo ora in estrema sintesi i punti più importanti di questa legge:
 
 

PRESTAZIONI SANITARIE


La cura e la riabilitazione della persona con disabilità si realizzano con programmi che prevedono prestazioni sanitarie e sociali integrate tra loro.
A questo fine il Servizio Sanitario Nazionale tramite le strutture proprie o convenzionate assicura tra l'altro la fornitura e la riparazione di apparecchiature, attrezzature, protesi e sussidi tecnici necessari per il trattamento delle menomazioni (art.7)

Comuni e ASL possono (non sono obbligati), nei limiti delle ordinarie risorse (quindi, se hanno i fondi) istituire servizi di aiuto personale per le persone con handicap gravi (art.9).

Comuni e ASL possono creare anche comunità alloggio e centri socio-riabilitativi o stringere convenzioni con strutture create da enti, associazioni, cooperative (art.10)

 
ISTRUZIONE SCOLASTICA


Alla persona con disabilità deve essere garantita l'accesso dll'asilo nido, alla scuola fino all'Università. Per ogni bambino con disabilità deve essere formulato, sulla base di una diagnosi e di un profilo dinamico-funzionale un piano educativo individualizzato con la collaborazione di medici pedagogisti, insegnanti e genitori (art.12)


I servizi scolastici, sanitari, socio-assistenziali, culturali, ricreativi e sportivi devono coordinare la loro attività affinchè si possa realizzare un recupero della persona con disabilità fuori e dentro la scuola(art.13).

 
INTEGRAZIONE LAVORATIVA


Per le persone con disabilità che devono raggiungere il posto di lavoro le Regioni possono prevedere agevolazioni nel trasporto. Sono previste anche agevolazioni per l'avvio di lavoro autonomo o a favore dei datori di lavoro per l'adattamento dei posti (art.18).

Nei concorsi pubblici e negli esami di abilitazione professionale la persona con disabilità potrà servirsi degli ausili che gli sono necessari e fruire di tempi aggiuntivi (art.20).
 
Nell'impiego pubblico la persona con disabilità con un grado di invalidità superiore ai due terzi ha diritto alla precedenza nella scelta delle sedi e del trasferimento (artt.21)

Ai fini dell'assunzione al lavoro pubblico e privato non è richiesta la certificazione di sana e robusta costituzione(art.22).
 
Madre, padre (anche adottivi) di un bambino con disabilità ha diritto al prolungamento dell'astensione facoltativa dal lavoro fino al compimento dei tre anni di vita, oppure a due ore giornaliere di permesso retribuito fino al terzo anno di età del bambino. I genitori, dopo il terzo anno di età del bambino, o chi assiste una persona con handicap grave, hanno diritto a tre giorni di permesso mensili fruibili anche in maniera continuativa.

Il genitore o il familiare convivente che assiste il disabile ha diritto di scegliere la sede di lavoro più vicina.


I permessi di due ore, di tre giorni e il diritto di scelta della sede spettano anche al disabile maggiorenne che lavori (art.33).


TRASPORTI E STRUTTURE


Impianti sportivi, balneari e le autostrade dovranno essere accessibili e fruibili anche per le persone con disabilità.

Chi in un esercizio pubblico discrimina una persona con disabilità è punito con una sanzione amministrativa e con la chiusura temporanea dell'esercizio (art.23).

I Comuni dovranno adeguare i piani edilizi alle norme sull'abbattimento delle barriere architettoniche. Sono previste sanzioni pecuniarie per il mancato rispetto delle disposizioni in materia di eliminazione delle barriere architettoniche(art.24).

Le persone con disabilità devono avere la possibilità di muoversi sul territorio usufruendo, alle stesse condizioni degli altri cittadini, dei servizi di trasporto collettivo appositamente adattati o di servizi alternativi. Le ferrovie dovranno riservare parte di fondi all'adeguamento della carrozze, mentre le USL corrispondono un contributo (il 20% delle spese ) per l'adeguamento delle autovetture dei titolari di patenti di guida A, B e C speciali con incapacità motorie permanenti.
I comuni devono garantire posti di parcheggio riservati ai veicoli delle persone con disabilità, sia nei parcheggi gestiti direttamente o dati in concessione, sia in quelli realizzati e gestiti da privati (art.26-27-28).
 

 

E' possibile scaricare il testo integrale della legge cliccando in alto a destra, sotto la sezione "Link utili".
 

Bookmark and Share

 

AUS NIGUARDA ONLUS

c/o Centro Spazio Vita
Unità Spinale

Grande Ospedale Metropolitano Niguarda
P.zza Ospedale Maggiore 3
20162 - Milano

C.F. 12485350156


SEGRETERIA AUS

è aperta tutti i pomeriggi dal lunedì al venerdì
dalle ore 10.00 alle 18.30

e-mail: segreteria@ausniguarda.it

tel/fax: 02-6472490

 

Sito realizzato grazie a:rocheimginternet